{"id":1342,"date":"2012-01-02T09:21:44","date_gmt":"2012-01-02T09:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=1342"},"modified":"2015-02-09T18:40:17","modified_gmt":"2015-02-09T18:40:17","slug":"il-docente-dellupo-claudio-marazzini-ricevuto-da","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=1342","title":{"rendered":"Il docente dell&#8217;Upo Claudio Marazzini ricevuto da Napolitano"},"content":{"rendered":"<p>Poco prima delle festivit\u00e0 natalizie l\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale, in particolare la Facolt\u00e0 di lettere di Vercelli, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento grazie al lavoro di un suo docente e di una sua dottoranda. La mattina del 14 dicembre, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale una delegazione della Societ\u00e0 Dante Alighieri guidata dall\u2019ambasciatore Bruno Bottai, che ha presentato l\u2019elegante facsimile di un importante manoscritto con relativa edizione critica, la relazione di Alessandro Manzoni <i>Dell\u2019Unit\u00e0 della lingua e dei mezzi di diffonderla<\/i>, a cura di <b>Claudio Marazzini<\/b>, docente Upo, presente anch\u2019egli all\u2019incontro, e di Ludovica Maconi, dottoranda ventisettenne dello stesso Ateneo.<\/p>\n<p>Il\u00a0 manoscritto vanta una storia avventurosa.<\/p>\n<p>Nel 1868 Alessandro Manzoni fu invitato dal Ministero a stilare una relazione che indicasse i modi per rendere comune la lingua italiana nella nazione appena unificata, dove il 90% della popolazione sapeva parlare solo in dialetto. Lo scrittore provvide a redigere il documento in quattro e quattr\u2019otto e lo invi\u00f2 al ministro dell\u2019istruzione, il quale lo fece rilegare sontuosamente in velluto blu savoia, per farne omaggio alla principessa Margherita in procinto di convolare a nozze con il \u201cdelfino\u201d Umberto. Il volume fu portato nella villa reale di Monza e poi nella Biblioteca reale di Torino, che Margherita ritenne il luogo di conservazione pi\u00f9 idoneo.<\/p>\n<p>Sino a una decina di anni or sono, del manoscritto consegnato da Manzoni al ministro si erano perse le tracce e gli studiosi non se ne erano potuti avvalere. Nel 2000, la svolta: salt\u00f2 fuori &#8211; casualmente &#8211; alla Biblioteca Reale di Torino, un\u00a0 cofanetto principesco con la scritta \u201cAlessandro Manzoni\u201d e all\u2019interno il manoscritto rilegato, che attir\u00f2 subito l\u2019attenzione degli esperti. Marazzini, esaminato il reperto, ne riconobbe immediatamente il valore: era l\u2019autografo del celebre intervento risalente al 1868. I manoscritti di Manzoni sono a Milano, questo invece stava in terra subalpina &#8211; ben collocato, perch\u00e9 il Piemonte, nell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, visse una parte da protagonista &#8211; e la relazione si riferisce a un nodo cruciale venuto al pettine tra l\u2019unit\u00e0 e la presa di Roma. Per fare gli italiani, infatti, occorreva dare loro una lingua. Si \u00e8 arrivati cos\u00ec all\u2019edizione critica, offerta al Presidente della Repubblica per le celebrazioni dei 150 anni.<\/p>\n<p>Il lavoro filologico non \u00e8 stato semplice, confermano Marazzini e Ludovica Maconi, perch\u00e9 Manzoni era un incontentabile pignolo che leggeva e correggeva all\u2019infinito, quando scriveva la relazione, cos\u00ec come quando aveva riscritto per ben tre volte il medesimo romanzo. Gli studenti di liceo, alle prese con <i>I promessi sposi<\/i>, possono riscoprire nell\u2019autore di quel \u201ctormentone\u201d, una visione moderna e lungimirante, un orizzonte aperto sull\u2019identit\u00e0 italiana da costruire anche attraverso l\u2019adozione di una lingua comune popolare (il fiorentino parlato). Un pezzo di storia che ci racconta qualcosa di ieri, invitandoci a ripensare l\u2019oggi per guardare al domani. E mentre parliamo, nel nostro italiano comune, la sentiamo ancora pi\u00f9 nostra.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il professore, assieme alla dottoranda Ludovica Maconi, ha presentato al Capo dello Stato un lavoro su un importante manoscritto di Manzoni<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1341,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1342"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1343,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1342\/revisions\/1343"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}