{"id":19446,"date":"2020-01-18T10:26:19","date_gmt":"2020-01-18T09:26:19","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=19446"},"modified":"2020-01-18T10:26:21","modified_gmt":"2020-01-18T09:26:21","slug":"uncem-linquinamento-atmosferico-non-e-colpa-di-legna-e-pellet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=19446","title":{"rendered":"Uncem: \u00abL\u2019inquinamento atmosferico non \u00e8 colpa di legna e pellet\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Riceviamo e pubblichiamo questo interessante contributo inviatoci da Uncem (Unione nazionale comuni comunit\u00e0 ed enti montani) sul tema di stretta attualit\u00e0 delle polveri sottili e dell\u2019inquinamento atmosferico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;inquinamento atmosferico \u00e8 in questi giorni al centro del dibattito e gli elevati livelli di polveri sottili nell&#8217;aria<\/strong>, complice l&#8217;alta pressione e l\u0092assenza di vento, hanno richiamato provvedimenti di limitazione del traffico fino ai diesel euro 5 a Torino ed euro 6, come a Roma. Ma anche il riscaldamento a biomassa legnosa, legna e pellet, \u00e8 stato additato da pi\u00f9 parti come principale responsabile dell\u0092emergenza smog.\u00a0\u00c8 necessario per\u00f2 fare chiarezza ed evitare di diffondere informazioni distorte o parziali che non propongono soluzioni concrete e credibili.In questi giorni opinionisti, ricercatori dal mondo scientifico o portatori di interessi, si sono espressi in modo categorico citando dati ed esprimendo opinioni incomplete e talvolta fuorvianti.\u00a0<strong>Aiel, l&#8217;Associazione italiana Energie Agroforestali, insieme a Uncem (Unione dei comuni montani), parte dai dati, reali e vuole chiarire alcune situazioni<\/strong>\u00a0non ben raccontate e spiegate all&#8217;opinione pubblica e anche agli Enti locali in questi giorni.\u00a0Si citano, infatti, da pi\u00f9 parti che negli ultimi anni c&#8217;\u00e8 stato un aumento dei consumi di legna e pellet.Non \u00e8 cos\u00ec.\u00a0<strong>L&#8217;ultimo Rapporto Statistico GSE attesta che negli ultimi 6 anni il consumo di legna e pellet nel settore residenziale \u00e8 rimasto sostanzialmente stabile<\/strong>\u00a0e a livello regionale una indagine di Arpa Veneto\u00a0 del 2013 ha registrato un calo dei consumi di legna rispetto al 2006 di ben 260.000 tonnellate. Chi afferma il contrario \u00e8 evidentemente disinformato.\u00a0Da alcune parti si parla di un boom nell&#8217;aumento del numero di generatori a legna e pellet.Anche in questo caso si tratta di un dato inesatto. I dati dell&#8217;Osservatorio AIEL attestano come il numero dei generatori sia addirittura in leggero calo passando\u00a0<strong>da 9,4 milioni di generatori\u00a0\u00a0a legna e pellet\u00a0nel 2014 a 9,1 nel 2018<\/strong>. Anche a livello regionale si conferma questo trend, Arpa Lombardia ha rilevato che nell&#8217;arco di 8 anni dal 2008 al 2015 i generatori sono rimasti intorno alle 600.000 unit\u00e0, mentre Arpa Veneto ha rilevato solo un lieve incremento dell&#8217;1% dal 2006 al 2013 (672.000).\u00a0La qualit\u00e0 dell&#8217;aria \u00e8 peggiorata in questi ultimi anni?No, anzi. Lo dice l&#8217;Agenzia Europea per l&#8217;ambiente che attesta\u00a0<strong>negli ultimi 30 anni un generale miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;aria<\/strong>. Ad esempio nella citt\u00e0 di Milano nel 2005 i giorni oltre i limiti consentiti furono 152, mentre nel 2019 sono stati solo 72. Nelle serie storiche il picco massimo nel capoluogo lombardo fu di 309 microgrammi\/metro cubo nel 2002 contro i 107 del 2019 (dati Arpa Lombardia ).Certo la situazione di questi giorni \u00e8 critica ma la serie di provvedimenti degli ultimi anni sta dimostrando un generale miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;aria.Sono state adottate infatti misure strutturali, e non emergenziali, in molte regioni ed in particolare in quelle del bacino padano, che hanno sancito per legge di non poter utilizzare generatori a 2 stelle\u00a0 a partire dal 2018 e a 3 stelle a partire dal 1\u00b0 gennaio di quest&#8217;anno, stiamo parlando di almeno 1 milione di generatori solo nel Bacino Padano! In questo modo si contribuisce a migliorare la qualit\u00e0 dell&#8217;aria e orienta i consumatori a\u00a0<strong>scegliere tra i ben oltre 2.600 modelli di generatori pi\u00f9 virtuosi a 4 e 5 stelle nell&#8217;ambito della certificazione ariaPulita\u00ae<\/strong>.\u00a0AIEL chiede da anni &#8211; e cos\u00ec Uncem &#8211; che siano previsti rigorosi controlli affinch\u00e9 i limiti di utilizzo per le classi qualitative di apparecchi a biomasse meno virtuose vengano rispettati e vengano implementati i catasti regionali degli impianti termici attraverso i quali \u00e8 possibile anche garantire le periodiche manutenzioni agli apparecchi per assicurarne i livelli ottimali di funzionamento. In questo modo si contribuisce anche a rendere pi\u00f9 responsabile l&#8217;utente finale che, con l&#8217;utilizzo quotidiano del generatore, svolge un ruolo determinante nel mantenere minimi i livelli di emissione. Su questi temi abbiamo sottoscritto un Protocollo con il Ministero dell&#8217;Ambiente nel 2018.\u00a0La quota di emissioni imputabile alla combustione di biomasse legnose \u00e8 aumentata?No, anche questa affermazione non \u00e8 corretta. Le rilevazioni di Arpa Lombardia danno evidenza che dal 2010 al 2015 le emissioni di PM dalla combustione di biomasse in Regione Lombardia sono diminuite di circa il 30%. Anche una indagine condotta da Arpa Veneto ha confermato una\u00a0<strong>riduzione del 20% delle PM prodotte da legna e pellet dal 2006 al 2013<\/strong>. Questo grazie al &#8220;turnover tecnologico&#8221;, ovvero alla sostituzione dei vecchi apparecchi con generatori sempre a biomasse ma pi\u00f9 performanti dal punto di vista tecnico-ambientale.\u00a0Questo dato \u00e8 sufficiente per garantire al 40% della popolazione italiana che vive nel bacino padano di respirare un&#8217;aria pulita?\u00a0No, bisogna fare molto di pi\u00f9 sia sul fronte della mobilit\u00e0 sostenibile sia sul fronte del riscaldamento domestico accelerando la transizione dai combustibili fossili a tutte le fonti rinnovabili. E\u00a0<strong>il settore del riscaldamento domestico a biomasse si \u00e8 fatto parte diligente nei confronti del problema emissioni<\/strong>\u00a0investendo in ricerca e innovazione tecnologica per rendere sempre pi\u00f9 efficienti gli apparecchi e ridurne le emissioni. I risultati ottenuti sono stati oggetto di una ricerca da parte di Altroconsumo, prestigiosa rivista del mondo consumeristico, che ha effettuato prove di laboratorio indipendenti su apparecchi a legna e pellet a 4 stelle con cicli di funzionamento reale, incluso accensione e spegnimento, dimostrando come le emissioni di polveri da parte dei generatori a legna e pellet si riducono da 4 a 8 volte rispetto ai fattori di emissione utilizzati dall&#8217;inventario ufficiale Inemar, ovvero i livelli di emissione medi del parco installato.\u00a0Bisogna quindi togliere gli incentivi al settore del riscaldamento a biomasse?Se vogliamo migliorare la qualit\u00e0 dell&#8217;aria bisogna fare esattamente il contrario. \u00c8 necessario\u00a0<strong>intensificare l\u0092impegno a incentivare la sostituzione dei vecchi e obsoleti apparecchi a legna e pellet con nuovi e moderni generatori<\/strong>\u00a0che garantiscono elevati livello di efficienza energetica e basse emissioni di polveri.\u00a0E come?\u00a0<strong>Con l&#8217;incentivo Conto Termico<\/strong>. E i primi risultati sono gi\u00e0 apprezzabili. Nel 2017, a fronte di poco pi\u00f9 di 23.400 interventi di sostituzione incentivati, \u00e8 stato possibile garantire una riduzione pari a 1.100 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 80.000 tonnellate annue di CO2 equivalente (Gse, 2018). Nel 2018, a fronte di un raddoppio degli interventi di sostituzione (pari a poco pi\u00f9 di 46.000) \u00e8 ragionevole affermare un raddoppio anche dei benefici ambientali derivanti, ossia una mancata emissione in atmosfera di 2.200 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 160.000 tonnellate annue di CO2 equivalente.AIEL, Associazione Italia Energie Agroforestali, sostiene, anche insieme a Uncem, che sia\u00a0<strong>fondamentale che tutti gli incentivi alle biomasse legnose siano finalizzati esclusivamente ai generatori di qualit\u00e0 con alti rendimenti e basse emissioni<\/strong>, come gi\u00e0 previsto dall&#8217;Accordo interministeriale sottoscritto a giugno 2019 nel corso del Clean Air Dialogue.\u00a0La soluzione non \u00ec quindi il GPL al posto delle biomasse.I rappresentanti del mondo petrolifero dicono che la soluzione, alternativa alle biomasse legnose, sia il GPL, ovvero il Gas di Petrolio liquefatto in quanto pulito a zero polveri, ma fingono di dimenticare che i principali responsabili del cambiamento climatico a scala planetaria sono proprio i combustibili di origine fossile che emettono il principale gas climalterante che \u00e8 la CO2.\u00a0<strong>Per ogni megawattora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg di CO2 equivalente, il metano 250 kg di CO2 equivalente, il pellet solo 29 kg di CO2 equivalente, la legna da ardere 25 kg di CO2 equivalente .<\/strong>Anche i nostri vicini Paesi europei vanno in direzione diametralmente opposta a quella delle fonti fossili. Il Governo austriaco ha recentemente deciso di vietare l&#8217;installazione di caldaie a gasolio nelle nuove costruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uncem e Aiel proseguono il lavoro di informazione e formazione in particolare delle Amministrazioni locali e intensificheranno le iniziative di presentazione di dati e sensibilizzazione dei vertici istituzionali e regionali.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo questo interessante contributo inviatoci da Uncem (Unione nazionale comuni comunit\u00e0 ed enti montani) sul tema di stretta<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":19447,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-19446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19446"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19448,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19446\/revisions\/19448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}