{"id":21341,"date":"2020-05-16T08:22:06","date_gmt":"2020-05-16T07:22:06","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=21341"},"modified":"2020-05-16T08:22:07","modified_gmt":"2020-05-16T07:22:07","slug":"in-piemonte-nel-lockdown-perse-20-milioni-di-ore-di-lavoro-ma-l86-della-produzione-e-gia-ripartita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=21341","title":{"rendered":"In Piemonte nel lockdown perse 20 milioni di ore di lavoro, ma l\u201986% della produzione \u00e8 gi\u00e0 ripartita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre si attende dalla Regione l&#8217;ufficialit\u00e0 sul quadro delle riaperture a partire da luned\u00ec prossimo, sono stati resi noti i dati sul monitoraggio sulla &#8220;Fase 2&#8221; e la sua evoluzione rispetto al periodo precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sospensione delle attivit\u00e0 conseguenti il DPCM 22 marzo ha fermato circa met\u00e0 delle imprese del Piemonte (<strong>44%<\/strong>) e dei rispettivi addetti (<strong>53%<\/strong>). Al 14 maggio, gioved\u00ec scorso, risultavano ferme solo il\u00a0<strong>19%<\/strong>\u00a0delle imprese e il\u00a0<strong>14%<\/strong>\u00a0degli addetti. La distribuzione per provincia \u00e8 omogenea rispetto alla popolazione (leggermente pi\u00f9 penalizzata Biella e meno Asti). Considerando l\u2019intero periodo di emergenza, dal 22 marzo fino al 14 maggio, e senza considerare le attivit\u00e0 che hanno beneficiato della deroga, il totale delle giornate perse ammonta a quasi 20 milioni, di cui circa la met\u00e0 in provincia di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione per settore vede la perdita di giornate concentrata nel terziario e nell\u2019industria manifatturiera, che da soli totalizzano i \u00be delle perdite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8&nbsp;quanto emerge dal primo rapporto dell\u2019\u201dOsservatorio Ripartenza\u201d dell\u2019Ires, illustrato questa mattina al \u201cGruppo di Monitoraggio Fase 2\u201d coordinato dal vicepresidente&nbsp;<strong>Fabio Carosso<\/strong>, cui partecipano i presidenti di Provincia, i sindaci delle citt\u00e0 capoluogo e un rappresentante dell\u2019Unit\u00e0 di crisi, che ha il compito di monitorare l\u2019andamento della situazione socio-economica del territorio in relazione alle misure assunte per l\u2019epidemia e il loro graduale allentamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I mancati ricavi \u2013 si legge ancora nel rapporto Ires &#8211; sempre calcolati sulla stima massima di fermo lavorativo, hanno colpito soprattutto il terziario (fra cui: commercio, alberghi, ristorazione, attivit\u00e0 editoriali): -43%. Seguono i servizi privati finanziari (fra cui: agenzie di viaggio e immobiliari): &#8211; 33%. Forte perdita anche per le costruzioni. Infine, l\u2019industria manifatturiera e i servizi alla persona (fra cui: istruzione, assistenza sanitaria, biblioteche, attivit\u00e0 sportive). La geografia regionale dei mancati ricavi segue la concentrazione territoriale delle societ\u00e0 e la distribuzione per province \u00e8 sostanzialmente proporzionale alla popolazione residente. La provincia pi\u00f9 penalizzata \u00e8 Biella, con 5 giornate di lavoro perse per abitante e la meno penalizzata Asti, con 3,9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le iscrizioni di nuove attivit\u00e0 presso le Camere di Commercio a marzo 2020 sono state soltanto 1.875, mentre nello stesso mese del 2019 erano state 2.814. Ad aprile la forbice si \u00e8 ampliato ulteriormente: solo 919 contro le 2.384 nello stesso mese del 2019. I settori che pi\u00f9 hanno contribuito al rallentamento delle iscrizioni sono state il commercio ed il comparto delle costruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il prestito alle imprese, il Piemonte, rispetto alle altre regioni d\u2019Italia, vi ha fatto ricorso in maniera pressoch\u00e9 proporzionale alla propria popolazione: \u00e8 4<sup>a<\/sup>&nbsp;in graduatoria per numero di operazioni (7.555). Met\u00e0 del finanziamento totale \u00e8 assorbito da operazioni inferiori a 25.000\u20ac.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0Per quanto concerne, invece,\u00a0<strong>la mobilit\u00e0<\/strong>, le norme previste dai diversi DPCM succedutisi dall\u20198 marzo in poi hanno determinato una contrazione, conseguente alla chiusura di molti stabilimenti produttivi, al ricorso allo\u00a0<em>smart working<\/em>\u00a0per gli uffici amministrativi ed enti pubblici, nonch\u00e9 alle limitazioni di movimento dei cittadini.\u00a0La quota di personale della\u00a0pubblica amministrazione\u00a0in\u00a0<em>smart\u00a0working<\/em> a\u00a0fine aprile era pari al 77,3% del totale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli spostamenti dei cittadini piemontesi verso i parchi e le aree verdi, gi\u00e0 diminuiti durante i primi quindici giorni di&nbsp;<em>lockdown<\/em>, hanno subito un\u2019ulteriore flessione, in seguito alle misure previste dall\u2019ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo. Gi\u00e0 nell\u2019ultima settimana di aprile, prima dell\u2019allentamento delle restrizioni, si \u00e8 assistito a una ripresa degli spostamenti verso aree verdi, che, nei giorni, successivi al 4 maggio, sono tornati quasi ai livelli medi del periodo precedente. Gli spostamenti sono avvenuti in prevalenza utilizzando il mezzo di trasporto privato, sia per la riduzione delle corse di trasporto pubblico locale, sia per il timore di contagio dei cittadini nell\u2019usufruire dei mezzi di trasporto collettivi. I dati indicano che la mobilit\u00e0 privata ha raggiunto nella fase di lockdown una media che supera il -75% rispetto al periodo pre-crisi, pi\u00f9 accentuata nel week end.&nbsp;Dal 4 maggio in poi la mobilit\u00e0 con mezzo privato riprende, ma \u00e8 sempre ridotta del&nbsp;<strong>50%<\/strong>&nbsp;rispetto al pre-crisi<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>I\u00a0dati\u00a0presentati da IRES\u00a0\u2013\u00a0<\/em>commenta il vicepresidente<em>Fabio Carosso\u00a0&#8211; ci mostrano quanto abbia sofferto il nostro\u00a0territorio a causa dell\u2019epidemia. Ma\u00a0evidenziano\u00a0anche come il Piemonte\u00a0abbia la forza e l\u2019energia per tornare\u00a0a respirare,\u00a0<strong>visto che la produzione economica risulta ripresa gi\u00e0 all\u201986%, con 1.183.167 addetti al lavoro, su un totale, prima della crisi, di 1.370.759.\u00a0<\/strong>Anche la mobilit\u00e0 dei piemontesi\u00a0\u00e8 pari al 40,8%. Un dato che misura la ripresa del lavoro e della vita sociale.\u00a0E non \u00e8 detto che\u00a0si\u00a0debba tornare al 100%, visto\u00a0che\u00a0il ricorso massiccio in questi mesi\u00a0al\u00a0lavoro agile ha ridotto gli spostamenti e se, all\u2019inizio, \u00e8\u00a0questa\u00a0stata una scelta forzata, ora pu\u00f2 essere\u00a0vista\u00a0come una risorsa\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre si attende dalla Regione l&#8217;ufficialit\u00e0 sul quadro delle riaperture a partire da luned\u00ec prossimo, sono stati resi noti i dati sul monitoraggio sulla &#8220;Fase 2&#8221; e la sua evoluzione rispetto al periodo precedente. 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