{"id":21527,"date":"2020-05-29T07:56:59","date_gmt":"2020-05-29T06:56:59","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=21527"},"modified":"2020-05-29T07:57:01","modified_gmt":"2020-05-29T06:57:01","slug":"sicurezza-al-tempo-del-covid-parla-larch-marco-somaglino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=21527","title":{"rendered":"Sicurezza al tempo del Covid: parla l\u2019arch. Marco Somaglino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicurezza. Questo vocabolo, in questa emergenza sanitaria, \u00e8 ormai pronunciato quotidianamente. Sicurezza in casa, nei posti di lavoro, per contenere il diffondersi del Covid-19. Abbiamo chiesto all\u2019architetto Marco Somaglino, presidente dell\u2019Ordine degli Architetti di Vercelli, oggi, alla luce di quanto accaduto che significato assume questa parola. \u00abIn questo particolare momento storico ha acquisito un significato ancora pi\u00f9 importante &#8211; dice l\u2019architetto vercellese &#8211; Per tantissimi anni ci siamo sentiti sicuri e abbiamo dato per scontato questo termine sia sul lavoro che nel contesto famigliare e con gli amici. Il primo grosso campanello di allarme \u00e8 suonato ad inizio del nuovo millennio con l\u2019attentato a New York delle Torri Gemelle. Da quel momento nulla \u00e8 stato pi\u00f9 uguale\u00bb.&nbsp; La quotidianit\u00e0 sconvolta: all\u2019epoca da un attentato, oggi da una pandemia. \u00abLa presenza del Covid 19 ha cambiato in un istante il nostro modo di vivere. Obbligati a restare chiusi in casa abbiamo capito il grande valore della libert\u00e0 &#8211; dice Marco Somaglino &#8211; Il non poter dimostrare affetto ai nostri cari, non poter dare un abbraccio o una semplice stretta di mano ci ha fatto comprendere il valore di questi semplici gesti quotidiani che fino a qualche mese fa ritenevamo scontati\u00bb. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, dopo&nbsp; 70 giorni di lockdown, con la Fase 2, si sta cercando di ritornare per certi versi alla normalit\u00e0: \u00abNon dobbiamo per\u00f2 abbassare la guardia. E\u2019 fondamentale che tutte le persone adottino con senso di responsabilit\u00e0 le tre regole fondamentali: lavarsi le mani frequentemente, mantenere il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e indossare sempre, non solo in luoghi al chiuso, la mascherina protettiva. Se mettiamo in pratica queste tre semplici regole sono certo che vinceremo la battaglia contro questo \u201cmalefico\u201d virus\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi perch\u00e9 la parola sicurezza possa avere il suo significato pieno ci sono i protocolli. Che non possono non essere applicati: \u00abRitengo che i protocolli che il Governo ha previsto in questa \u201cFase 2\u201d, sebbene molto restrittivi nei luoghi di lavoro, vadano nella direzione giusta in quanto dobbiamo assolutamente evitare di ricadere nel lockdown &#8211; conferma il professionista vercellese &#8211; Sarebbe un disastro a livello economico per l\u2019Italia intera che difficilmente riusciremmo a superare. E\u2019 importante pertanto che qualunque attivit\u00e0 applichi al meglio i protocolli proposti e che vengano adottate tutte le misure igieniche previste nei vari Dpcm, Dgr, Linee Guida Inail.&nbsp; E\u2019 un senso di responsabilit\u00e0 che tutte le aziende, piccole-medie e grandi, hanno nei confronti dei lavoratori, i quali devono lavorare con serenit\u00e0 in sicurezza ed in ambienti&nbsp; con misure igieniche appropriate. Vorrei ricordare che, in ambito lavorativo, le misure che ho appena accennato, devono rispettare fra l\u2019altro la normativa di sicurezza sui luoghi di lavoro e principalmente il D.Lgs n\u00b081\/2008 \u201cTesto Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Tutti i titolari di attivit\u00e0 che hanno in organico dei lavoratori dipendenti, devono mettere in atto tutte le misure di sicurezza previste per legge. Tali misure derivano da protocolli&nbsp; che devono essere redatti a livello formale e validati dal datore di lavoro, previo preliminare coinvolgimento delle figure che normalmente devono essere presenti in un\u2019attivit\u00e0 lavorativa che sono il Rspp (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione), il medico competente ed il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I protocolli sono necessari, ma non sempre di facile attuazione: \u00abLe misure aggiuntive che tutte le aziende per riaprire hanno dovuto adottare per la prevenzione del rischio da contagio del Covid 19, sono misure di carattere straordinario che sicuramente hanno portato ad un surplus di costi, talvolta notevoli. Tali sovraccosti tuttavia,&nbsp; stanno incidendo in proporzione in forma maggiore sulle attivit\u00e0 medio-piccole in quanto generalmente meno strutturate ed organizzate a livello di sicurezza ed igiene degli ambienti di lavoro. Questi protocolli se sono pensati e analizzati bene dal titolare dell\u2019attivit\u00e0, magari coadiuvato da consulenti che si occupano di sicurezza seri e preparati, diventeranno procedure standard. Mi vorrei soffermare anche su un punto che ritengo molto importante. Vorrei ricordare, soprattutto ai titolari di attivit\u00e0 medio-piccole con in organico pochi lavoratori o anche un solo lavoratore dipendente, che al termine di tutto il percorso di attuazione delle misure di prevenzione dal Covid-19 e della redazione dei relativi protocolli, \u00e8 necessario che il documento principe della sicurezza previsto nel D.Lgs. n.81\/2008, il documento di valutazione dei rischi, venga integrato da una specifica \u201cValutazione sul Rischio biologico da Covid 19\u00bb. E a chi non mastica troppo questo linguaggio, vanno incontro gli esperti di settore: tra questi i professionisti dell\u2019Ordine degli architetti: \u00abNon sempre la figura professionale dell\u2019architetto \u00e8 compresa &#8211; dice Marco Somaglino &#8211; Molte volte il cittadino non sa distinguere la differenza fra la nostra figura tecnico-professionale da quella di altre figure tecniche del settore. Generalmente siamo visti come quei tecnici che si occupano \u201csolo\u201d di arredamento e design. La professione si \u00e8 evoluta e molti di noi si sono specializzati su una o pi\u00f9 tematiche. Gli architetti si occupano, su scale diverse, di progettazione delle citt\u00e0 e di urbanistica, di progettazione di nuovi edifici (dalla villetta unifamiliare, al piccolo stabile, ai condomini, ad edifici industriali), di riqualificazione dell\u2019esistente con particolare riguardo, soprattutto in questo periodo, di efficientamento energetico, di restauro fino ad arrivare a tematiche che riguardano il settore della sicurezza sul lavoro e di riflesso anche quella della prevenzione incendi. La politica dell\u2019Ordine degli Architetti di Vercelli, in questi ultimi anni, \u00e8 quella di un miglioramento dei contatti con le istituzioni territoriali sia della citt\u00e0 che in ambito provinciale e soprattutto di un\u2019apertura alla cittadinanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tal proposito l\u2019Ordine degli Architetti di Vercelli si rende disponibile a fornire informazioni di carattere generale nel settore della sicurezza, contattando la segreteria, sia al telefono che via email. Si pu\u00f2 anche consultare il sito www.oavc.it. \u00abInoltre, se ci viene richiesto &#8211; conclude l\u2019architetto Somaglino &#8211; l\u2019Ordine fornir\u00e0 un elenco di iscritti, professionalmente abilitati nel settore della sicurezza sul lavoro, al quale attingere per eventuali consulenze puntuali\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sicurezza. Questo vocabolo, in questa emergenza sanitaria, \u00e8 ormai pronunciato quotidianamente. 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