{"id":217,"date":"2011-12-15T14:42:27","date_gmt":"2011-12-15T14:42:27","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=217"},"modified":"2015-02-09T18:05:18","modified_gmt":"2015-02-09T18:05:18","slug":"l2019immacolata-volto-e-progetto-del-nostro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=217","title":{"rendered":"L\u2019Immacolata: volto e progetto del nostro Avvento"},"content":{"rendered":"<p><i>Nel pomeriggio di gioved\u00ec 8 dicembre, solennit\u00e0 dell\u2019Immacolata, padre Enrico Masseroni ha presieduto la messa in duomo per celebrare l\u2019inizio del suo 25\u00b0 anno di ordinazione episcopale. La liturgia \u00e8 stata animata dalle voci di Maria Giulia Ragliani, Maria Chiara Di Gregorio, Cistiano Caldera e Paolo Deodato, diretti e accompagnati all\u2019organo da don Maurizio Galazzo. Qui di seguito pubblichiamo l\u2019omelia dell\u2019Arcivescovo che merita di essere rilanciata come spunto di riflessione.<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Non senza stupore sono rimasto afferrato dalla bellezza, quando tornai a visitare la cappella Sistina dopo il suo restauro e il ricupero dei colori usciti dal genio pittorico di Michelangelo,il pi\u00f9 grande artista di tutti i tempi. Sono rimasto a lungo a contemplare il grande affresco del Cristo omega del tempo, giudice dell\u2019universo. Il compimento della storia, immerso nell\u2019armonia dei colori, attir\u00f2 subito il mio sguardo sui volti: al centro, il Cristo; al suo fianco, Maria, la madre del Figlio e dei figli. Da una parte il movimento dei corpi mortali tra i reprobi; dall\u2019altra i redenti coinvolti nel vortice della potenza misericordiosa del Cristo risorto.<\/p>\n<p>Il capolavoro di Michelangelo non ha mancato di richiamare alla mente due capitoli del Nuovo Testamento: Matteo 25, con il Cristo re &#8211; pastore e giudice escatologico; e il brano di Efesini 2.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ol>\n<li><i>Il progetto di Dio sulla storia<\/i><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Da pochi giorni, anche noi siamo entrati nel tempio del tempo liturgico e ci troviamo, oggi, festa dell\u2019Immacolata, di fronte a un grande affresco. Al centro, \u00e8 tratteggiato il progetto di Dio sulla storia, che Paolo, nella lettera agli Efesini, ammira e benedice. Lo sguardo di Dio \u00e8 concentrato su Cristo: in Lui tutti gli uomini sono chiamati alla santit\u00e0, nell\u2019amore; sono chiamati a modellarsi sul Primogenito nella vita presente, per diventarne eredi nella vita futura.<\/p>\n<p>Si potrebbe dire che i colori pi\u00f9 vivi di questo grande affresco sono indicati da tre parole; in Cristo siamo scelti \u201cper essere <i>santi<\/i>, <i>immacolati<\/i>, al suo cospetto nella <i>carit\u00e0<\/i>\u201d (4).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ol>\n<li><i>Il progetto fallito<\/i><\/li>\n<\/ol>\n<p><i> <\/i><\/p>\n<p>La prima lettura, invece, ritagliata nel capitolo III della Genesi, evoca il <i>progetto fallito. <\/i>\u201cDopo che Adamo ebbe mangiato dell\u2019albero, il Signore Dio chiam\u00f2 l\u2019uomo e gli disse: \u201cDove sei?\u201d.<\/p>\n<p>Agli albori della vicenda umana c\u2019\u00e8 una chiamata tradita. L\u2019uomo ha perso la sua identit\u00e0, non sa pi\u00f9 collocarsi nel mondo. \u201cDove sei? Qual \u00e8 il tuo nome? Chi sei?\u201d. L\u2019uomo e la donna avvertono il brivido dell\u2019abisso: sono nudi, miseri, hanno perso l\u2019immagine e la somiglianza della bellezza originaria; hanno paura; rifiutano ogni responsabilit\u00e0, si danno la colpa l\u2019un l\u2019altro. Infranta la relazione con Dio, si infrange ogni altra relazione e tutto diventa ostile.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>3. <i>Il progetto riuscito<\/i><\/p>\n<p><i> <\/i><\/p>\n<p>Ma nel grande affresco della liturgia della Parola, non c\u2019\u00e8 solo il <i>progetto benedetto da Dio sul mondo; <\/i>non c\u2019\u00e8 solo, <i>il progetto fallito<\/i> per la follia dell\u2019uomo ribelle a Dio; c\u2019\u00e8 <i>il progetto riuscito in Maria di Nazareth, <\/i>entrata nella storia del mondo con una nuova identit\u00e0 di figlia e di madre immacolata.<\/p>\n<p>La nuova Eva non ha paura di Dio, perch\u00e9 \u201cil Signore \u00e8 con lei\u201d, \u201c\u00e8 piena di grazia\u201d; Maria esprime la limpida coscienza della sua chiamata e della sua collocazione nella storia: \u201cEccomi, sono la serva del Signore\u201d.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, l\u2019angelo dell\u2019annunciazione, spiega anche per noi che cosa significhi <i>immacolata: <\/i>Maria \u00e8 la donna totalmente sottratta ad ogni ombra di peccato perch\u00e9 sotto lo sguardo innamorato di Dio; \u00e8 la donna dell\u2019avvento: \u201cEcco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Ges\u00f9\u201d (v31).<\/p>\n<p>E dire <i>immacolata,<\/i> significa contemplare l\u2019epifania pi\u00f9 alta dell\u2019amore nella vicenda del mondo: da una parte lo splendore dell\u2019amore che ama, dall\u2019altra lo splendore dell\u2019amore che accoglie. L\u2019Immacolata \u00e8 il sublime incontro tra il <i>ch\u00e0ire, <\/i>l\u2019invito alla gioia, che scende dal cielo e l\u2019<i>id\u00f2u, <\/i>l\u2019eccomi, che cambia la storia. Maria, per grazia, \u00e8 l\u2019unica creatura umana in cui il progetto di vita corrisponde esattamente al sogno di Dio.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>4. <i>\u201cUomo, dove sei?\u201d: il dramma dell\u2019uomo <\/i><\/p>\n<p><i> <\/i><\/p>\n<p>Tre progetti dunque si stagliano nel grande affresco di questa solenne liturgia: il disegno universale di Dio sull\u2019umanit\u00e0, il progetto fallito e il progetto riuscito.<\/p>\n<p>\u201cUomo, dove sei?\u201d: \u00e8 l\u2019immagine icastica, lapidaria del nichilismo antropologico, esito drammatico di un uomo che ha rifiutato Dio; espressione di ogni umanesimo condannato al fallimento totale perch\u00e9\u00a0 senza radicamento nel mistero di Dio.<\/p>\n<p>\u201cUomo dove sei?\u201d: \u00e8 l\u2019immagine di un uomo smarrito. Se guarda in alto non vede pi\u00f9 Dio; il problema non gli interessa; \u00e8 agnostico, ateo, idolatra. Se guarda dentro la propria coscienza, non trova luce e brancola nella nebbia del relativismo etico.<\/p>\n<p>Se guarda gli altri, teme che tutti congiurino contro la sua felicit\u00e0; l\u2019uomo \u00e8 \u201cl\u2019unico\u201d di Stirner : l\u2019altro \u00e8 solo un oggetto da usare. Se guarda al futuro, non c\u2019\u00e8 nulla da attendere. L\u2019avvento \u00e8 cancellato dal perfido gioco: Ges\u00f9 \u00e8 diventato una fiaba; la fiaba inventata dal dio consumo \u00e8 diventata la verit\u00e0 del Natale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>5. <i>Nel cuore dell\u2019avvento: Maria, modello per tutti<\/i><\/p>\n<p><i> <\/i><\/p>\n<p>Ma nel cuore dell\u2019avvento c\u2019\u00e8 una donna, <i>l\u2019Immacolata: <\/i>per dire che su ciascuno di noi c\u2019\u00e8 la benedizione di Dio, dice Paolo; c\u2019\u00e8 il sogno di Dio, come annuncia l\u2019angelo; c\u2019\u00e8 l\u2019eccomi di una donna, come risposta vera e possibile a tutti.<\/p>\n<p>Questa icona ci ricorda che tutti, uomini e donne, possiamo realizzarci in pienezza secondo il sogno di Dio. Tutti siamo chiamati ad essere santi; e la santit\u00e0 non \u00e8 un\u2019utopia, non \u00e8 il privilegio di pochi eletti; \u00e8 l\u2019unica direzione che realizza l\u2019umano. Non ci sono alternative. Nel disegno universale della creazione e della redenzione, Dio guarda a Ges\u00f9; ce lo manda e ci dice: \u201cE\u2019 lui l\u2019uomo vero, il primogenito, il volto del Figlio e dei figli, in cui tutti gli uomini, i figli, possono riconoscersi\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>6\u2026<i>Soprattutto Maria \u00e8 modello della donna<\/i><\/p>\n<p><i> <\/i><\/p>\n<p>Ma sulla bocca della donna riuscita di avvento, noi ascoltiamo la risposta pi\u00f9 vera ed esemplare soprattutto per ogni donna. Maria di Nazareth al sorprendente annuncio di Dio, risponde: \u201c<i>Eccomi, sono la serva del Signore\u201d<\/i>. La parola suona inattuale, scandalosa, in un contesto culturale che ha cancellato dal vocabolario la parola <i>servizio.<\/i><\/p>\n<p>Papa Giovanni XXIII, nella <i>Pacem in terris<\/i> (1963) scriveva che la coscienza femminile della propria dignit\u00e0 e l\u2019ingresso della donna nella vita pubblica erano un segno dei tempi. Giovanni Paolo II faceva eco alla <i>Pacem in terris<\/i>, chiedendo, per\u00f2, che il tema della donna non venisse affrontato isolatamente, bens\u00ec sempre nel contesto di una correlazione con l\u2019uomo. E l\u2019esortazione <i>Christi fideles laici<\/i> (41) focalizza due aspetti della missione della donna: la pari dignit\u00e0 accanto all\u2019uomo e la valorizzazione della sua vocazione specifica.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Quale, dunque la <i>missione specifica della donna contemplando la bellezza di Maria, donna attuale, donna di avvento? Quale l\u2019\u201deccomi\u201d della donna, oggi?<\/i><\/p>\n<p>Non ci nascondiamo la fatica di uno sguardo limpido. Anche la IV Conferenza mondiale di Pechino sulla donna (1995) ha registrato l\u2019egemonia di una concezione individualistica, tipica del secolarismo consumistico, con la visione utilitaristica dell\u2019amore, che riduce la donna a mero strumento di piacere, oggetto di fruizione edonistica.<\/p>\n<p>Aveva ragione Maria Pia Bonanate quando scriveva che \u201ci media ci offrono, della donna, un\u2019immagine umiliata e offesa\u201d (SIR, CEI, 1996).<\/p>\n<p>Pertanto, l\u2019eccomi di Maria suggerisce alla donna del nostro tempo <i>tre sfide<\/i> importanti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>7. <i>L\u2019eccomi di Maria e l\u2019eccomi della donna<\/i><\/p>\n<p><i> <\/i><\/p>\n<p>*Anzitutto la donna \u00e8 chiamata a dire <i>la verit\u00e0 dell\u2019amore. <\/i><\/p>\n<p>Ci sono, infatti due lacerazioni innaturali nei messaggi pi\u00f9 disinvolti della cultura dominante sull\u2019amore: da una parte, quella tra <i>sessualit\u00e0 e persona<\/i>. In questa prospettiva l\u2019amore \u00e8 ridotto ad esperienza contingente ed effimera; con tutto quel processo di mercificazione del corpo. La persona \u00e8 dimenticata.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra c\u2019\u00e8 la frattura tra affettivit\u00e0 e progetto di vita.<\/p>\n<p>L\u2019amore, invece, \u00e8 una <i>vocazione<\/i>. La vita ha questa impronta, questo slancio: la persona \u00e8 fatta per amare, come l\u2019uccello \u00e8 fatto per volare. Ma perch\u00e9 l\u2019amore torni ad essere vocazione, occorre liberare alcuni valori sotto censura, diventati muti anche sulla bocca di tanti educatori, sacerdoti e laici.<\/p>\n<p>L\u2019Immacolata suggerisce\u00a0 di restituire all\u2019amore il fascino della purezza, della tenerezza, la dimensione oblativa nel segno della totalit\u00e0. Non si realizza la dimensione vocazionale dell\u2019esistenza nella scelta della convivenza come illusoria preparazione al matrimonio. Lo stesso Agostino ricorda che il disordine morale\u00a0 non distrugge solo la persona, ma non lascia pi\u00f9 vedere Dio, manda in crisi la fede. Tutti ricordiamo la beatitudine proclamata da Ges\u00f9: \u201cBeati i puri di cuore, perch\u00e9 vedranno Dio\u201d.\u00a0 (Mt 5,8) Forse \u00e8 proprio la donna, consapevole della propria dignit\u00e0,\u00a0 la \u201cterapeuta dell\u2019amore\u201d. Raissa, moglie di Jacques Maritain, scrive nel Diario che l\u2019amore, crescendo, tende a diventare verginale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>* Ma contemplando l\u2019Immacolata, la donna non \u00e8 solo chiamata a dire la verit\u00e0 dell\u2019amore; \u00e8 sollecitata a ricuperare il suo <i>protagonismo educativo.<\/i><\/p>\n<p>Nessuno ignora la fatica di educare la libert\u00e0, soprattutto sui tornanti dell\u2019et\u00e0 evolutiva. E\u2019 pi\u00f9 facile lavorare al computer che accompagnare il cammino della libert\u00e0. C\u2019\u00e8 un fenomeno che va crescendo nella famiglia: quello dell\u2019agnosticismo dell\u2019infanzia: un\u2019et\u00e0 sovente blandita da giocattoli in cui manca l\u2019amico pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Tocca alla famiglia, ma soprattutto alla donna, con la sua arte educativa, dare un senso all\u2019et\u00e0 dell\u2019infanzia, attraverso la testimonianza della preghiera.<\/p>\n<p>La donna, per natura, ha una singolare parentela con la vita: essa \u00e8 gi\u00e0 presente sulle molte frontiere delle relazioni umane. Basti pensare alla donna che vive silenziosamente il mistero della maternit\u00e0; basti pensare alla sua presenza nella scuola, nelle comunit\u00e0 cristiane, nella catechesi; basti pensare alla donna solidale con la vita sofferente, in tutte le sue forme, sovente nel segno di una consacrazione che fa di lei un dono totale a Dio; basti pensare alla donna sulle frontiere del servizio del bene comune, ancora capace di commuoversi parlando dei sacrifici di tanta gente. Il genio femminile al servizio dell\u2019educazione \u00e8 in grado di donare alla vita sociale un volto pi\u00f9 umano,<\/p>\n<p>La donna, con la sua intelligenza intuitiva e concreta del particolare, del bisogno e del disagio, ha il compito profetico di restituire, nel mondo di oggi, due doni: la dimensione interiore e la tenerezza, la cui assenza impoverisce drammaticamente la nostra cultura. Il ricupero del mondo interiore consiste nel restituire all\u2019effimero, alla bellezza fuggente, il respiro dell\u2019eterno. Per questo, la donna deve rifiutare il ruolo di giocattolo per divertire l\u2019uomo e deve ricuperare la sua vocazione, il suo genio e il suo sguardo come espressione dell\u2019amore di Dio e come presenza discreta che sa umanizzare anche il dolore.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>* Ed infine l\u2019Immacolata d\u00e0 un volto concreto alla <i>speranza di avvento. <\/i>\u201cEccomi, dice Lei, sono la serva del Signore\u201d- \u201cEccomi, fa eco soprattutto la donna, sono al servizio della speranza\u201d: accanto a chi soffre, a chi dispera, a chi non ha futuro\u2026Le attese dell\u2019uomo d\u2019oggi sono infinite.<\/p>\n<p>Maria accoglie l\u2019Atteso, per dare risposte concrete alle attese: dell\u2019umanit\u00e0, della Chiesa, della famiglia e delle nuove generazioni. Nel grembo della donna di avvento c\u2019\u00e8 il futuro dell\u2019umanit\u00e0. Allora, l\u2019Immacolata, non \u00e8 una ricorrenza che condivide la simpatia del popolo credente con l\u2019altra festa del Natale; \u00e8 il capolavoro della speranza umana: Maria accoglie Ges\u00f9 per donarlo. Maria \u00e8 madre e progetto del nostro avvento.<\/p>\n<p>Naturalmente \u00e8 tutto vero ci\u00f2 che Maria di Nazareth dice alla donna del nostro tempo; ma\u00a0 Ges\u00f9 sulla croce ha consegnato la donna a Giovanni, immagine della Chiesa: \u201cDonna ecco tua madre\u201d. Per questo, tutti, uomini e donne, di ogni et\u00e0 e vocazione, siamo chiamati a vivere nel nostro avvento il suo \u201ceccomi\u201d : ci sono anch\u2019io, ci siamo anche noi, per accogliere e seminare speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center; \">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center; \"><img decoding=\"async\" class=\"image-inline\" src=\"resolveuid\/6b84a036e18e82b4a99429f846515220\/image_preview\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center; \">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center; \"><i>Le voci che hanno animato la liturgia dell&#8217;8 dicembre in Cattedrale<\/i>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center; \">da sin. <b>Paolo Deodato<\/b>, <b>Cristiano Caldera<\/b>, <b>Maria Giulia Ragliani<\/b> e <b>Maria Chiara Di Gregorio<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 8 dicembre padre Enrico Masseroni ha celebrato l\u2019inizio del suo 25\u00b0 anno di ordinazione episcopale<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":216,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-217","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=217"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/217\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":218,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/217\/revisions\/218"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}