{"id":3081,"date":"2013-12-20T12:45:24","date_gmt":"2013-12-20T12:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=3081"},"modified":"2015-02-09T20:55:17","modified_gmt":"2015-02-09T20:55:17","slug":"unioncamere-ha-stilato-lundicesimo-rapporto-dellinternazionalizzaione-del-piemonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=3081","title":{"rendered":"Unioncamere ha stilato l&#8217;undicesimo rapporto dell&#8217;internazionalizzaione del Piemonte"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato presentato oggi, venerd\u00ec 20 dicembre 2013, l\u2019undicesimo Rapporto sull\u2019internazionalizzazione del Piemonte, a cura di Unioncamere Piemonte.  Dopo i saluti del Presidente di Unioncamere Piemonte, <b>Ferruccio Dardanello<\/b>, e del Presidente del Ceipiemonte<b> Giuseppe Donato<\/b>, il Segretario Generale di Unioncamere Piemonte Paolo Bertolino ha illustrato i principali dati contenuti nel rapporto. Le conclusioni sono state affidate al Presidente della Regione Piemonte <b>Roberto Cota<\/b>.     Nonostante la fase recessiva, nel 2012 il Piemonte ha confermato una buona capacit\u00e0 di cogliere le sfide poste dal mercato globale, sia in termini di attrattivit\u00e0 di investimenti diretti esteri e di turisti stranieri che di competitivit\u00e0, grazie alla continua crescita delle proprie vendite all\u2019estero di beni e servizi.     \u201cL\u2019internazionalizzazione del Piemonte continua a crescere ed \u00e8 proprio questa crescita, sostenuta anche dalle esportazioni, che rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo del nostro territorio, da perseguire continuando a programmare politiche efficaci e misure ad hoc in grado di rafforzare la presenza e la credibilit\u00e0 delle nostre imprese sui mercati esteri.\u2013 commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte \u2013. Il sistema camerale deve quindi continuare a lavorare con impegno per sostenere il nostro sistema imprenditoriale e, allo stesso tempo, impegnarsi per ridurre tutti quegli ostacoli strutturali che rappresentano un peso oneroso per le nostre aziende\u201d.     L\u2019indice sintetico di internazionalizzazione del Piemonte  Anche quest\u2019anno l\u2019indice di internazionalizzazione del Piemonte, che sintetizza in un unico indicatore le tendenze manifestate nel corso del 2012 dai numerosi aspetti legati al fenomeno dell\u2019internazionalizzazione, ha manifestato una dinamica positiva, con una crescita complessiva del 3% rispetto al valore calcolato per il rapporto 2012.  L\u2019incremento complessivo \u00e8 scaturito dall\u2019ottima performance esibita dall\u2019indice di internazionalizzazione sociale, cresciuto dell\u20198% circa, e dalla sostanziale stabilit\u00e0 della componente economica.  Per quanto riguarda la sfera sociale si evidenzia da un lato la crescente attrattivit\u00e0 esercitata dagli atenei piemontesi sugli studenti di nazionalit\u00e0 straniera (il peso degli iscritti universitari stranieri sul totale \u00e8 salito all\u20198,0%, dal precedente 6,9%), dall\u2019altro la crescente rilevanza che la componente straniera riveste rispetto ai flussi turistici del territorio (tra il 2011 e il 2012 l\u2019incidenza delle presenze turistiche straniere sul totale \u00e8 passata dal 34,4% al 41,3%).  Sotto il profilo economico si segnala la lieve flessione della propensione piemontese al commercio internazionale (calcolata come somma di import ed export di merci e servizi rapportata al Pil), dovuta essenzialmente alla forte flessione delle importazioni di merci registrata nel 2012. Per quanto concerne la capacit\u00e0 di attrarre investimenti diretti esteri, il 2012 ha rilevato una situazione sostanzialmente invariata rispetto all\u2019anno precedente, mentre si registra in costante aumento la presenza degli stranieri nel mercato del lavoro piemontese.  Il Piemonte continua, inoltre, ad apparire pi\u00f9 internazionalizzato della media italiana: posto pari a 100 il livello di internazionalizzazione complessivo dell\u2019Italia, quello piemontese risulta superiore a quest\u2019ultimo di oltre 26 punti percentuale.   Sia in riferimento agli aspetti economici, sia sotto il profilo sociale, il Piemonte manifesta una maggiore propensione all\u2019internazionalizzazione rispetto al Paese valutato nel suo complesso: i relativi numeri indice risultano, infatti, pari a 124,9 e 141,2.  Scendendo nel dettaglio degli indici elementari spicca in primo luogo il dato relativo alla formazione internazionale (l\u2019incidenza degli iscritti universitari di nazionalit\u00e0 straniera ai quattro atenei piemontesi \u00e8 pi\u00f9 che doppia rispetto al dato nazionale). Il Piemonte si distingue, inoltre, dall\u2019aggregato nazionale per la pi\u00f9 elevata incidenza della popolazione straniera sul totale della popolazione residente, per la migliore capacit\u00e0 di attrarre investimenti diretti esteri, per il pi\u00f9 rilevante grado di apertura agli scambi internazionali, sia di merci, che di servizi, e per una pi\u00f9 intensa partecipazione degli stranieri al mercato del lavoro.  L\u2019unica tematica in riferimento alla quale il Piemonte cede il passo all\u2019Italia \u00e8 quella del turismo internazionale: nel 2012 le presenze turistiche straniere in Italia rappresentano il 47,4% dei flussi complessivi, mentre in Piemonte la quota \u00e8 ferma al 41,3%.      Le esportazioni piemontesi nei primi nove mesi del 2013  Nei primi 9 mesi del 2013 il valore delle esportazioni piemontesi ha raggiunto i 30,4 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. La dinamica realizzata dall\u2019export regionale \u00e8 in controtendenza rispetto al dato medio nazionale, che risulta in calo dello 0,3% rispetto al periodo gennaio-settembre 2012. Valutando le singole variazioni trimestrali si rileva come alla crescita dello 0,7% del I trimestre 2013 abbiano fatto seguito incrementi tendenziali pi\u00f9 sostenuti nel II e nel III trimestre 2013 (pari, rispettivamente, a +2,2% e +5,8%). Tra le principali regioni esportatrici il Piemonte ha realizzato la performance migliore: il valore delle esportazioni della Lombardia \u00e8 risultato sostanzialmente stabile (-0,1%), mentre il Veneto e l\u2019Emilia Romagna, seconda e terza regione esportatrice, hanno registrato, ciascuna, un incremento del valore delle rispettive vendite all\u2019estero del 2,0% rispetto al periodo gennaio-settembre 2012.  La crescita delle esportazioni non ha coinvolto tutti i principali comparti delle esportazioni regionali. Il settore dei mezzi di trasporto, che genera il 22,7% dell\u2019export complessivo, ha realizzato l\u2019incremento pi\u00f9 marcato (+12,4%), dinamica che scaturisce dall\u2019aumento delle esportazioni sia dei componenti autoveicolari che degli autoveicoli. \u00c8 risultata invece negativa la variazione tendenziale rilevata dalle vendite all\u2019estero della meccanica che, con una quota del 19,8% sul totale regionale, hanno sub\u00ecto una contrazione del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2012. Negativa anche la performance delle esportazioni di metalli e prodotti in metallo (-10,0%), mentre quella concretizzata dai prodotti alimentari e del tessile-abbigliamento \u00e8 risultata positiva (+6,0% e +3,5%).    Quanto ai mercati di sbocco delle merci piemontesi, il bacino dell\u2019Ue-28 ha attratto il 57,5% delle esportazioni regionali, contro il 42,5% dei mercati situati al di fuori dell\u2019area comunitaria. In merito alla dinamica esibita dalle vendite piemontesi, la crescita \u00e8 risultata positiva per le esportazioni dirette ai partner extra Ue-28 (+8,9%), e negativa per quelle destinate complessivamente all\u2019Ue-28 (-1,2%). Per queste ultime si rileva come la crisi recessiva dell\u2019area euro stia ancora manifestando i suoi effetti negativi sugli scambi intra-regionali dell\u2019Unione Europea considerata nel suo complesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019indice socio-economico ha registrato una nuova performance positiva: +3% rispetto all\u2019anno precedente<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3080,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3081","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3081"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3081\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3082,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3081\/revisions\/3082"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}