{"id":30845,"date":"2021-08-27T14:10:44","date_gmt":"2021-08-27T13:10:44","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=30845"},"modified":"2021-08-27T14:10:47","modified_gmt":"2021-08-27T13:10:47","slug":"caritas-e-migrantes-piemontesi-pronti-a-collaborare-nellassistenza-ai-profughi-afghani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=30845","title":{"rendered":"Caritas e Migrantes piemontesi: &#8220;Pronti a collaborare nell&#8217;assistenza ai profughi afghani&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sui temi del,&#8217;emergenza afghana e dell&#8217;accoglienza di eventuali profughi, intervengono con un comunicato congiunto i responsabili regionali piemontesi di Caritas e Migrantes<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 comune e diffusa in questi giorni la preoccupazione per la situazione venuta a crearsi in Afganistan proprio quando pensavamo che i venti anni passati avessero fatto maturare semi stabili di cambiamento. Prima che gli assetti geopolitici sono le condizioni di vita delle persone che destano apprensione e che stanno mettendo in moto una vera mobilitazione in tante parti del mondo, Italia compresa. L\u2019arrivo dei voli militari che realizzano un\u2019operazione definita tecnicamente di \u201cevacuazione\u201d e la conseguente necessit\u00e0 di trovare una prima ed immediata sistemazione per le circa 2500 persone interessate ha portato a cercare \u2013 e talora trovare \u2013 disponibilit\u00e0 anche da parte di comunit\u00e0 e gruppi ecclesiali. Grazie alla azione di coordinamento del Ministero e delle Prefetture i posti di accoglienza sono stati tutti trovati utilizzando le reti del Sistema Accoglienza Integrazione (SIA) e dei Centri Accoglienza Straordinaria (CAS) gi\u00e0 attive sul territorio e di cui fanno parte anche alcune realt\u00e0 del mondo ecclesiale, piemontese compreso. Non c\u2019\u00e8, dunque, una urgenza per trovare subito nuove sedi. Abbiamo il tempo per costruire e coordinare il meglio possibile le disponibilit\u00e0 che le comunit\u00e0 cristiane possono mettere in gioco. Il tempo consente anche di poter coordinare le iniziative a livello di ogni diocesi, soprattutto interloquendo con Migrantes e Caritas delle singole Chiese. In effetti i termini del discorso potrebbero aggravarsi nei prossimi mesi quando arriveranno alle nostre frontiere nuovi gruppi di profughi o richiedenti asilo anche provenienti dall\u2019Afganistan. Il ponte aereo termina con la fine della presenza americana a Kabul. Da quel momento \u00e8 pensabile che una parte della popolazione cercher\u00e0 di uscire dal paese verso punti di raccolta in Iran, Pakistan, Turchia. Qualcuno prender\u00e0 la strada della rotta balcanica dove sono stati bloccati altri uomini nei mesi scorsi anche per lungo tempo. Se sar\u00e0 possibile mettere in atto i cosiddetti corridoi umanitari questi partiranno da uno dei paesi di prima accoglienza e non dall\u2019Afghanistan direttamente. Le persone interessate a questa fase saranno certamente pi\u00f9 povere, meno tutelate, pi\u00f9 esposte al traffico di esseri umani. E, arrivando in Italia, entreranno nella procedura usuale di richiesta di accoglienza, senza avere canali preferenziali. Per dare risposte di accoglienza di qualit\u00e0 in allora sar\u00e0 presumibilmente necessario aumentare il numero di posti disponibili e la capacit\u00e0 di farsi carico delle persone per dare loro pieno inserimento e prospettive di futuro. Serviranno case, ma anche e soprattutto relazioni, sostegno, accompagnamento, inserimento lavorativo, sostegno alla mobilit\u00e0 verso l\u2019Europa. E questo non solo per chi proviene dal paese asiatico oggi sotto i riflettori. Stanno arrivando sulle coste del sud numeri importanti di persone in fuga da altre aree di crisi, e continuano anche i respingimenti alle frontiere a nord del nostro paese con la conseguente permanenza nelle nostre valli alpine di gruppi di persone sempre pi\u00f9 numerosi. \u00c8 bene che le comunit\u00e0 territoriali, cristiane soprattutto, inizino fin da subito a muoversi e progettare su questa prospettiva di medio termine, senza concentrarsi ed agire esclusivamente sui primi arrivi degli scorsi giorni. I contatti continui con le Prefetture consentiranno di monitorare i bisogni, ma dovremo essere capaci di farci trovare pronti, senza improvvisazioni e senza fughe individualistiche. Occorre rafforzare la rete sia per non prestare il fianco ad una deleteria supplenza, sia per dare efficacia ad una azione complessa e delicata perch\u00e9 inerente alla vita delle persone. Serve dare del tempo individuale e comunitario alla preghiera e all\u2019approfondimento dei vari elementi del fenomeno, senza lasciarci tentare dalle facili semplificazioni o dall\u2019immediata emozione. Caritas e Migrantes si stanno proponendo per chiedere in ogni sede opportuna l\u2019attivazione di forme temporanee di protezione per gli afgani gi\u00e0 presenti in Italia che rischiami di essere rimandati a casa: in Europa sono a rischio di rientro 280 mila, di cui 60 mila donne. Viene anche chiesta l\u2019interruzione dei respingimenti in frontiera sulla rotta balcanica per evitare un altro inverno come quello disumano vissuto nel 2020. Un ultimo consiglio, che \u00e8 anche richiesta: non intraprendiamo progetto n\u00e9 preventiviamo attivit\u00e0 \u2013 ivi comprese le raccolte di generi primari \u2013 senza prima esserci coordinati con la rete Caritas e Migrantes. Insieme saremo pi\u00f9 efficaci e meglio parole di Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pierluigi Dovis Delegato Regionale Caritas<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sergio Durando Responsabile Regionale Migrante<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sui temi del,&#8217;emergenza afghana e dell&#8217;accoglienza di eventuali profughi, intervengono con un comunicato congiunto i responsabili regionali piemontesi di Caritas<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":30846,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-30845","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30845"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30845\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30847,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30845\/revisions\/30847"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}