{"id":3838,"date":"2012-12-05T09:12:52","date_gmt":"2012-12-05T09:12:52","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=3838"},"modified":"2015-02-09T22:33:41","modified_gmt":"2015-02-09T22:33:41","slug":"201cdopo-la-tempesta201d-recital-shakespeariano-ideato-diretto-e-interpretato-da-federico-grassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=3838","title":{"rendered":"\u201cDopo la tempesta\u201d, recital shakespeariano ideato, diretto e interpretato da Federico Grassi."},"content":{"rendered":"<p>Da queste pagine avevamo gi\u00e0 elogiato Federico Grassi come attore prettamente \u201cshakespeariano\u201d, pur consapevoli delle limitazioni che questi clich\u00e9 comportano. Ai tempi s\u2019intendeva fargli un complimento, che desideriamo ribadirgli dopo aver visto il singolarissimo recital (o monologo? o reading?) \u201cDopo la tempesta\u201d, andato in scena domenica 25 ottobre al Teatro Civico.<\/p>\n<p>Grassi si \u00e8 spinto molto oltre l\u2019omaggio al Bardo. La sua \u00e8 stata un\u2019autentica prova d\u2019amore. Autore, regista e interprete di questa azione scenica, ha fatto interagire testo, musica e immagini in un percorso che ha saputo esprimere quella capacit\u00e0 di Shakespeare intuita da Harold Bloom nel suo saggio \u201cThe Invention of the Human\u201d: creare ex novo personalit\u00e0 che riflettono l\u2019uomo moderno \u2013 noi stessi, insomma, e il modo con cui ci concepiamo, senza spazio e senza tempo.<\/p>\n<p>Rappresentare i viaggi metaforici nelle nostre esistenze \u00e8 impresa apparentemente semplice, perch\u00e9 nelle opere di Shakespeare si trova abbondanza di monologhi adatti allo scopo; assai difficile, perch\u00e9 in un\u2019operazione di questo genere occorre trovare un collante efficace, un filo rosso che leghi situazioni ed espressioni. Grassi c\u2019\u00e8 riuscito, a nostro parere straordinariamente, sbrigliando precisi e arditi artifici delle scienze del linguaggio. Ne abbiamo contati almeno tre.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 l\u2019uso della sinestesia, non solo figura retorica, ma anche fenomeno che accosta stimolazioni provenienti da piani sensoriali diversi. C\u2019\u00e8 il frammento essenziale di Shakespeare, attraverso la voce recitante, ma c\u2019\u00e8 pure il suono della chitarra del bravissimo Alberto Bocchino, che, quadro per quadro, accarezza le corde con appropriate musiche di Dowland, Brouwer, Poulenc, Britten, Martin e del suo grande maestro Angelo Gilardino. Colpiscono poi le installazioni scenografiche di Roberto Gianinetti, volti scavati nel legno e stampati su carta a torchio manuale, montati su una struttura che ricorda una nave, simile a quella della \u201cTempesta\u201d shakespeariana\u00a0 in balia alle onde scatenate dal duca-mago Prospero.<\/p>\n<p>Impressiona, poi, il modo con cui Grassi ha saputo cucire brani non cos\u00ec facilmente accostabili. Il suo procedimento \u00e8 molto vicino, a nostro avviso, a quanto studia la pragmatica linguistica, che concepisce l\u2019uso della lingua come una forma d\u2019azione sociale. Grassi crea forme nuove, che potremmo chiamare \u201cunit\u00e0 performative\u201d, sequenze di atti linguistici consapevoli e finalizzati, in forma di monologo, di dialogo (Iago e Cassio), di flusso di coscienza o di citazione. Lo scopo \u00e8, appunto, quello di stabilire una comunicazione immediata con il pubblico, che nei testi shakespeariani, a quattro secoli di distanza, continua a riconoscersi, traendo spunto per sognare, commuoversi, sorridere, vergognarsi, fantasticare.<\/p>\n<p>Il terzo, conseguente elemento \u00e8 il fluido passaggio di ruoli, non solo scenici, ma anche sociali, segnalato da rapidi cambi di costume, da spostamenti da un\u2019opera figurativa all\u2019altra come stazioni di una via crucis. Chi parla \u00e8 il protagonista, uno in corpo (Federico Grassi) e multiforme in voce: Prospero conduttore del gioco, Shakespeare accompagnatore epidittico alla scoperta dell\u2019uomo, anche attraverso valutazioni espresse da altri commentatori, come Wystan H. Auden (\u201cIl mare e lo specchio\u201d) o Friedrich Nietzsche (\u201cLa nascita della tragedia\u201d); e poi, appunto, Amleto, Iago, Otello e Macbeth.<\/p>\n<p>Prende cos\u00ec corpo il cocktail di sentimenti che movimenta l\u2019azione umana universale: l\u2019agitazione, il tradimento, il tormento e la revisione dell\u2019io, l\u2019eterna infelicit\u00e0, l\u2019amore per il potere, l\u2019odio, l\u2019abisso inesplorato dell\u2019essere, l\u2019inganno, l\u2019allucinazione, l\u2019attrazione demoniaca per il male e, almeno in uno squarcio, anche l\u2019amore. Non c\u2019\u00e8 mai l\u2019amore \u201cpuro\u201d nelle opere teatrali shakespeariane; Grassi, infatti, deve ricorrere ai sonetti 128 e 75 per trattarlo stilnovisticamente come veicolo per \u201celevare a sapienza la rude ignoranza\u201d. Come insegna Guido Cavalcanti, l\u2019amore penetra nel cuore attraverso gli occhi e sconvolge, spesso distrugge, accartoccia come una foglia ingiallita, che denuncia quanto si sia vissuto abbastanza.<\/p>\n<p>Quando Federico Grassi ci aveva chiesto di leggere in anteprima il testo, oltre a dargli dell\u2019adorabile sognatore e a predirgli sicuro successo, ci eravamo domandati se il registro non fosse troppo alto (anzi, il pi\u00f9 alto possibile): il protagonista avrebbe preteso molto da se stesso e molto anche dal pubblico, forse non cos\u00ec preparato a tanti stimoli culturali, pluriconcettuali e trans-sensoriali. Ci rispose che valeva la pena di provarci e oggi, visto il consenso e lo scroscio di applausi degli spettatori, ci rendiamo conto che aveva perfettamente ragione.<\/p>\n<p align=\"right\"><b>Paolo Pomati<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla chitarra Alberto Bocchino. Installazioni di Roberto Gianinetti.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3837,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-3838","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-spettacoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3838","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3838"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3838\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3839,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3838\/revisions\/3839"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3837"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3838"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3838"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3838"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}