{"id":8605,"date":"2016-06-03T11:28:55","date_gmt":"2016-06-03T10:28:55","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=8605"},"modified":"2016-06-03T11:29:58","modified_gmt":"2016-06-03T10:29:58","slug":"mattarella-ai-settimanali-cattolici-il-ruolo-dei-credenti-decisivo-nella-storia-della-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=8605","title":{"rendered":"Mattarella ai settimanali cattolici: \u00abIl ruolo dei credenti decisivo nella storia della Repubblica\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>Nei giorni in cui si festeggia il 70esimo anniversario della Repubblica italiana, come Federazione italiana dei settimanali cattolici abbiamo posto alcune domande al presidente Sergio Mattarella. Ci siamo concentrati sullo stato di salute dell\u2019Italia, del suo popolo, del valore della festa del 2 giugno e sul ruolo dei cittadini credenti nella partecipazione alla cosa pubblica.<\/em><\/p>\n<p><strong>Presidente, la Repubblica compie 70 anni. Dalle macerie della guerra \u00e8 cominciata una storia democratica, di ricostruzione, di crescita civile e sociale. Tante sono state le cadute e le ferite del Paese, tuttora sono presenti gravi contraddizioni sociali, ma grandi potenzialit\u00e0 e opportunit\u00e0 sono aperte davanti a noi. Eppure si avverte pi\u00f9 del passato la sfiducia verso la politica e le istituzioni, come dimostra anche l\u2019assenteismo elettorale. Forse la Repubblica \u00e8 arrivata a settant\u2019anni in condizioni precarie di salute?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abViviamo un cambio d\u2019epoca che sta dischiudendo orizzonti inediti e problemi nuovi per le nostre societ\u00e0. La velocit\u00e0 dei cambiamenti tocca il potere, gli ordinamenti, l\u2019economia e incide sui sentimenti stessi dell\u2019uomo. Compito di una comunit\u00e0, di un popolo, \u00e8 esserne all\u2019altezza, guidare le trasformazioni, trasmettere opportunit\u00e0 e dare speranza alle generazioni pi\u00f9 giovani. La Repubblica ha avuto in questi decenni una capacit\u00e0 unificante per gli italiani. Ha favorito e accompagnato lo sviluppo democratico del Paese, dopo aver raccolto il testimone di un\u2019Italia umiliata e divisa. La Repubblica \u00e8 la nostra casa comune. La Repubblica ci ha reso tutti responsabili e artefici del nostro destino. Non \u00e8 il luogo che annulla le differenze, che nega il conflitto, che cancella le contraddizioni del tempo. E\u2019 un patrimonio condiviso, che pu\u00f2 valorizzare le nostre diversit\u00e0 e renderci tutti pi\u00f9 forti e pi\u00f9 competitivi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Molti sostengono che all\u2019Italia sia mancato il senso forte della nazione. Il nostro \u00e8 il Paese dei tanti campanili\u2026 Considera questo un handicap all\u2019epoca della globalizzazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Repubblica \u00e8 nata in una nazione divisa dalle vicende della guerra e ha contribuito, in modo decisivo, a ricostruirne coesione e identit\u00e0. E\u2019 riuscita a farlo proprio perch\u00e9 ha rinunciato alla vecchia retorica nazionalista, quella che aveva sospinto l\u2019Italia verso il disastro. La forza della Repubblica, e della sua Costituzione, sta nelle radici piantate sui valori universali della persona, dell\u2019uguaglianza tra gli uomini, della libert\u00e0, della solidariet\u00e0. Con la Repubblica gli italiani hanno visto riconosciuti i diritti individuali e sociali e quelli delle comunit\u00e0 locali, sono diventati costruttori di una democrazia non solo formale, ma orientata a \u201crimuovere gli ostacoli\u201d che impediscono la piena attuazione del principio di uguaglianza. \u00c8&#8217; un tema che vale per le tante periferie del nostro Paese, territoriali e sociali. La cittadinanza repubblicana ha il diritto di esprimersi compiutamente in tutte le nostre contrade! Anche in quelle pi\u00f9 remote. Nella modernit\u00e0 saranno pi\u00f9 forti i Paesi che hanno basi etiche condivise e che, in virt\u00f9 di queste, saranno aperti al mondo e contribuiranno al governo globale. La prova decisiva, per noi, \u00e8 l\u2019Europa. Essere italiani ed europei non \u00e8 in contraddizione. Anzi, \u00e8 un ampliamento della nostra identit\u00e0. La sfiducia verso il potere scaturisce in gran parte dalla crisi del progetto europeo, dal senso di impotenza che ne deriva e dall\u2019illusione di rifugi nazionalistici\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 in Italia la festa della Repubblica non \u00e8 delle pi\u00f9 popolari?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abBench\u00e9 la Repubblica sia stata un potente vettore della ricostruzione del Paese, non sempre le \u00e8 stato riconosciuto questo merito storico. Le ragioni sono comprensibili: il referendum istituzionale segn\u00f2 una frattura nel Paese. La preoccupazione dei principali leader politici fu, da subito, quella di non cristallizzare la contrapposizione Repubblica-monarchia, di ricomporre nel nuovo ordinamento l\u2019unit\u00e0 di popolo e dello Stato. L\u2019accento venne posto con maggior forza sulla Costituzione e sui principi democratici fondativi. Ma, a ben guardare, proprio la scelta repubblicana risult\u00f2 il collante pi\u00f9 robusto. Senza di essa i principi della nuova Costituzione non avrebbero avuto la forza coesiva che hanno avuto. Il patto di cittadinanza, posto a fondamento della Repubblica, ha sollecitato responsabilit\u00e0 condivise e ci ha reso partecipi dei beni comuni cos\u00ec come delle comuni difficolt\u00e0. I venti della Guerra fredda e della contrapposizione ideologica hanno soffiato a lungo sui partiti, tuttavia la consapevolezza di dover difendere insieme la Repubblica e la sua Costituzione ha aiutato a rafforzare la responsabilit\u00e0 nazionale pur in una conflittualit\u00e0 a tratti molto aspra. La scelta repubblicana, insomma, ha indirizzato l\u2019evoluzione culturale del Paese e delle sue formazioni sociali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una responsabilit\u00e0 non secondaria nell\u2019avvio e nel consolidamento della Repubblica \u00e8 toccata, fra gli altri, alla classe dirigente di ispirazione cattolico-democratica. Lo Stato unitario era nato nel conflitto con il Papa Re e la ricomposizione, avvenuta sotto il fascismo, se super\u00f2 la questione romana, non risolse il tema della partecipazione dei cittadini credenti alla cosa pubblica.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Repubblica \u00e8 stata la grande scuola di democrazia per i cittadini italiani e per le culture politiche che si sono diffuse nel dopoguerra, e che hanno assunto una dimensione popolare nei partiti di massa. I cattolici-democratici hanno contribuito in maniera significativa all\u2019affermazione della democrazia nel nostro Paese, al suo sviluppo e a quello dell\u2019Europa. Guardando indietro la storia, una delle cose pi\u00f9 belle \u00e8 stata proprio la crescita nel confronto. Le culture si sono influenzate, hanno preso qualcosa dagli altri, anche dagli avversari, e l\u2019hanno fatto proprio. \u201cQuello che voi siete, abbiamo contribuito a farvi essere\u201d, disse Aldo Moro in uno degli ultimi discorsi pubblici. \u201cE quello che noi siamo voi avete aiutato a farci essere\u201d. Abbiamo affrontato enormi difficolt\u00e0 e tuttora ci sentiamo inappagati. La politica democratica deve sempre tendere al miglioramento. Mi auguro per\u00f2 che non si perda mai la consapevolezza della casa comune. Lo dico anche pensando alla dialettica di oggi e quella che avremo domani. La Repubblica siamo noi: non pu\u00f2 esserci conflitto politico che ce lo faccia dimenticare. La Repubblica \u00e8 comunque affidata al nostro comune impegno. Confido anche sul contributo della stampa che trova nella radice dell&#8217;informazione locale una propria preziosa ragion d&#8217;essere, per sollecitare questa consapevolezza\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista esclusiva del Capo dello Stato ai giornali della Fisc in occasione del 70\u00ba anniversario repubblicano<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":8347,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1610,1609,1519,109,1608],"class_list":["post-8605","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca","tag-democrazia","tag-intervista","tag-mattarella","tag-presidente","tag-repubblica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8605","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8605"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8605\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8606,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8605\/revisions\/8606"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8347"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8605"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8605"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8605"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}