{"id":897,"date":"2012-05-31T14:55:59","date_gmt":"2012-05-31T14:55:59","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=897"},"modified":"2015-02-09T18:22:08","modified_gmt":"2015-02-09T18:22:08","slug":"da-vercelli-altri-25-volontari-a-mirandola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.publycom.it\/?p=897","title":{"rendered":"Da Vercelli altri 25 volontari a Mirandola, nell&#8217;epicentro del terremoto"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo fortissimo terremoto che ha colpito in maniera inaspettata e drammatica le stesse gi\u00e0 martoriate zone dell\u2019Emilia Romagna ha creato una difficile emergenza nell\u2019emergenza che ha messo alla corda le strutture della Protezione Civile chiamate fin dal primo momento ad intervenire in soccorso delle popolazioni colpite. Immediatamente dopo la fortissima scossa di marted\u00ec 29 maggio si \u00e8 compresa la gravit\u00e0 della situazione con l\u2019accavallarsi di notizie che raccontavano di vittime, distruzione e danni e soprattutto di scoramento e disperazione in tutti coloro che avevano sperato che il peggio fosse passato e si accingevano, faticosamente, a cercare di ritornare lentamente nella normalit\u00e0 animati da una grande forza d\u2019animo e dignit\u00e0. Ma tutto \u00e8 cambiato alle nove in punto del 29 maggio con un evento che, oltre al terribile bilancio della perdita di vite umane, della casa, del lavoro ha fiaccato la volont\u00e0 di reagire della gente terrorizzandola e rendendola schiava della paura e privandola della speranza nel futuro.<\/p>\n<p>Nelle zone terremotate la gente non ha pi\u00f9 certezze: per tantissime persone il pensiero di rientrare in casa \u00e8 diventato un incubo e il calare del buio viene vissuto come un autentico dramma tanto da far salire fino a quindicimila il numero delle persone che non possono o non vogliono rientrare in casa.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi il Dipartimento della Protezione Civile ha richiesto alla Regione Piemonte l\u2019attivazione di un nuovo \u201cmodulo di accoglienza\u201d, cio\u00e8 di una struttura dotata di tende, cucina, servizi, generatori di corrente \u00a0in grado di ospitare 250 persone.<\/p>\n<p>La macchina della Protezione Civile piemontese si \u00e8 immediatamente attivata mettendo in campo tutte le risorse disponibili in termini di uomini e mezzi negli otto \u201cpresidi\u201d provinciali su cui si articola questa complessa macchina dei soccorsi.<\/p>\n<p>Da Vercelli, in particolare, \u00e8 stata predisposta una colonna mobile di soccorso composta da due autocarri porta container con un generatore di corrente e tutta l\u2019impiantistica per illuminare e fornire energia elettrica al campo, tende e quelli che in gergo vengono definiti \u201ceffetti letterecci\u201d (consistenti in una sorta di kit composto da brandina, materasso, cuscino con federa, due lenzuola e due coperte), un furgone con le attrezzature logistiche, oltre ad un pulmino e due fuoristrada per un totale di 25 volontari che partiti nella nottata hanno raggiunto alle prime luci dell\u2019alba Mirandola, epicentro del terremoto.<\/p>\n<p>Ad attenderli gli altri 10 volontari vercellesi che avevano avvicendato da pochi giorni il primo contingente partito immediatamente dopo il primo terremoto.<\/p>\n<p>Solo il tempo di un rapido saluto con i colleghi, un caff\u00e8 in un bicchierino di carta, qualche scambio di battute \u2013 al centro naturalmente il terremoto della mattina precedente e la devastazione appena vista di abitazioni e chiese crollate e capannoni schiantati come un castello di carte colpito\u00a0 da un gigante impazzito \u2013 ma \u00e8 gi\u00e0 tempo di dare il cambio alle squadre che hanno lavorato tutta la notte a predisporre l\u2019area della nuova tendopoli.<\/p>\n<p>L\u2019ampio spiazzo \u00e8 gi\u00e0 un brulicare di attivit\u00e0, una ruspa spiana le irregolarit\u00e0 del fondo, un elevatore scarica i container dai camion, si traccia sul terreno il profilo del campo che nascer\u00e0, si indossano guanti e caschi. I volontari sono divisi in squadre, vengono estratti dai container dei grossi fagotti e traspostati nel luogo stabilito per il montaggio. Ogni tanto la conversazione si interrompe, ci si guarda per un attimo, la terra trema ancora, per fortuna in maniera lieve. Qualcuno, pi\u00f9 esperto, perch\u00e9 gi\u00e0 sul posto da qualche giorno o perch\u00e9 ha vissuto l\u2019esperienza in Abruzzo, rassicura: niente paura, andiamo avanti!<\/p>\n<p>Tra il picchiare delle mazze per il fissaggio dei picchetti e il gracchiare delle radio in breve viene eretto lo scheletro, poi si monta la camera interna e la copertura, si finisce predisponendo i posti letto, alla fine, per tradizione si pone lo zerbino in dotazione all\u2019ingresso della tenda ormai completa. Il montaggio della tenda \u00e8 la prima cosa che si impara a fare quando ci si accosta al mondo del volontariato di Protezione Civile, una sorta di rito iniziatico, e sorgono anche piccole competizioni tra le varie squadre per aggiudicarsi l\u2019effimero ma simpatico primato di aver ultimato la costruzione nel pi\u00f9 breve tempo possibile (per la cronaca si narra che il record sia stato stabilito a Roma nel 2005 in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II quando furono montate migliaia di tende per dare accoglienza ai pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo, squadre di Alpini e di Boy Scout allestirono una intera tendopoli al ritmo di quarantacinque minuti per ciascuna tenda per sei persone completa di impianto elettrico, letti e naturalmente zerbino. Una squadra \u201cnormale\u201d comunque se la cava in un\u2019ora, un\u2019ora e un quarto).<\/p>\n<p>Il lavoro procede inarrestabile sotto il sole che dardeggia sempre pi\u00f9 inclemente mano a mano che le ore passano. L\u2019incaricato della distribuzione di bottigliette d\u2019acqua ha il suo bel da fare. Una breve sosta per un frutto o un panino, la meritata sigaretta e alla fine della giornata le gloriose \u201cP88\u201d, le tende blu che delle emergenze che la televisione ci ha insegnato a conoscere sono perfettamente montate ed allineate. La stanchezza si fa sentire, ma il lavoro \u00e8 ormai terminato. Una doccia, una maglietta pulita, un pasto caldo e poi un sonno ristoratore, in tenda naturalmente. Domani si ricomincia.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 pronto per accogliere gli sfollati: una tenda \u00e8 sempre una tenda, ma pu\u00f2 aiutare a vincere la paura e aiutare chi ha perso tutto a ricominciare.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right; \"><strong>Michele Catalano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right; \">Mirandola, 30\/05\/2012<\/p>\n<p style=\"text-align: right; \">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center; \"><img decoding=\"async\" class=\"image-inline\" src=\"resolveuid\/58c4d825e72fcd2c8c156c51e9226b35\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center; \">I volontari vercellesi della Protezione civile allestiscono delle tende a Mirandola<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partita una colonna mobile di soccorso con automezzi e materiali (specie per l&#8217;allestimento di tende e posti letto). Sul luogo erano gi\u00e0 presenti dal primo sisma ben 10 volontari del nostro coordinamento provinciale<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":896,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=897"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/897\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":898,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/897\/revisions\/898"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.publycom.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}